Le pensioni tra rigore analitico e sostenibilità sociale

Questo è il titolo del convegno che si è tenuto il 28 febbraio 2017 a Roma presso la facoltà di Scienze statistiche de La Sapienza, organizzato in occasione del collocamento a pensione del prof. Sandro Gronchi, il "padre nobile" del metodo di calcolo contributivo italiano.

Al convegno hanno partecipato numerose ed autorevoli personalità del mondo politico. Ne è scaturita una interessante ed approfondita discussione alla quale Alessandro Visparelli (Presidente ENPACL) e Giuseppe Santoro (Presidente INARCASSA) hanno apportato il loro contributo, evidenziando che le Casse dei liberi professionisti, grazie alla privatizzazione, sono dei laboratori privilegiati nei quali sono stati elaborati sistemi pensionistici equi e sostenibili.

Sandro Gronchi, nella sua relazione di apertura, ha espresso critiche all'attuale sistema pensionistico, poco flessibile. Ha ipotizzato, in alternativa, età di uscita dal lavoro comprese tra i 61 e i 67 anni, con coefficienti di trasformazione legati alla speranza di vita e non alle singole coorti di età. Ritiene, altresì, che la pensione di anzianità sia da abrogare, mentre occorrerebbe finanziare con la fiscalità pubblica le pensioni di invalidità e non con i contributi destinati alle pensioni di vecchiaia come avviene oggi.

Alla successiva tavola rotonda, coordinata dal prof. Sergio Nisticò docente dell'Università di Cassino, hanno partecipato Claudio De Vincenti (Ministro per la coesione territoriale), Elsa Fornero (già Ministro del Lavoro), Tito Boeri (Presidente dell'INPS), Stefano Patriarca (Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Cesare Damiano (Presidente della Commissione lavoro della Camera e già Ministro del Lavoro).

Elsa Fornero ha affermato che esiste un peccato originale del sistema contributivo, adottato in Italia quasi nascondendolo ai cittadini. E' stato presentato, infatti, come fosse un mero tecnicismo. In tal modo si è operata una sorta di "manipolazione politica" dei cittadini, cui non si è fatto comprendere che avrebbero dovuto costruire il proprio futuro pensionistico con i versamenti contributivi. A sostegno di quanto asserito, ha presentato uno studio in cui si dimostra che per i politici la probabilità di essere rieletti è inversamente proporzionale alla volontà di riformare il sistema pensionistico.

Cesare Damiano ha sostenuto che, in tema di privilegi, c'é casta e casta. Nel proprio caso, infatti, gode di una pensione INPS di 2.300 euro al mese, che è rimasta tale perché ha rinunciato al ricalcolo riconosciuto ai parlamentari, che gli avrebbe garantito una pensione di 10.000 euro mensili. Al contempo, si è dichiarato critico nei confronti del metodo contributivo di calcolo delle prestazioni pensionistiche, che giudica incoerente con l'attuale mercato del lavoro frammentato e precario. Una riforma del sistema pensionistico che sappia rappresentare adeguatamente tale contesto economico, dovrebbe prevedere una "pensione di cittadinanza", con onere a carico del sistema generale, accanto al sistema contributivo.

Tito Boeri ha sollecitato la politica ad una maggiore attenzione alle giovani generazioni. In particolare, vanno aboliti i vitalizi e gli altri privilegi di cui godono singole categorie di cittadini.

Stefano Patriarca ha sostenuto che l'epoca in cui si scaricava sul sistema previdenziale l'onere della crisi del mercato del lavoro è definitivamente tramontato. La solidarietà deve essere a carico della fiscalità e non dei contributi previdenziali. In coerenza con questa impostazione, il Governo ha voluto che l'anticipo pensionistico (APE) non gravasse sul debito pubblico bensì sul debito privato.

Claudio De Vincenti ha condiviso l'esigenza evidenziata da Sandro Gronchi di apportare modifiche al sistema contributivo italiano, in particolare con l'adozione di coefficienti di trasformazione tarati sulle singole coorti di età.

Nel corso della discussione finale, Mauro Marè (Presidente di MEFOP) ha affermato che le riforme perfette non esistono, perché operano distribuzioni conflittuali di ricchezza.